TGR Lombardia: femminicidio e violenza di genere

TGR Lombardia ha intervistato il Dott. Paolo Giulini e la Dott.ssa Francesca Garbarino, criminologi esperti nel trattamento degli autori di violenze e maltrattamenti.


In merito al femminicidio, la Dott.ssa Garbarino ha ricordato che "il 70% dei femminicidi è preceduto da maltrattamenti e comportamenti di stalking". Risulta perciò cruciale occuparsi non solo della difesa delle vittime, ma anche del trattamento degli autori dei maltrattamenti, attraverso percorsi specifici, anche di gruppo.

Gli esperti del CIPM hanno sottolineato che la vera forza del lavoro trattamentale con gli autori è riuscire ad aiutare queste persone a entrare in contatto con il proprio lato oscuro e, soprattutto, a riconoscere i danni creati nei confronti della vittima. Obiettivo cruciale è inoltre aiutare l'autore a sviluppare la consapevolezza che i rischi di agire in maniera violenta "ci sono tutte le volte che ricompone una relazione affettiva e che deve sempre rimanere all’erta", in un lavoro di continua acquisizione di nuove consapevolezze e modalità relazionali.

Per vedere l'intera intervista (min 7), clicca qui.


Riprende il lavoro trattamentale dell'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali

A breve l’èquipe CIPM riprenderà il programma trattamentale dell'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali della II Casa di Reclusione di Milano-Bollate, ufficialmente sospeso per il periodo estivo con un momento conclusivo che ha visto l’èquipe dei professionisti del CIPM confrontarsi con i detenuti in alcune partite di pallavolo. In concomitanza con la pausa estiva alcuni detenuti hanno inoltre completato il murales realizzato sui muri adiacenti all'Unità nell'ambito dei lavori di arte terapia proposti dalla Dott.ssa Zaccaria.


Femminicidio e reati sentinella - Dott.ssa Garbarino

La Dott.ssa Francesca Garbarino, Vicepresidente CIPM, intervistata da La Repubblica in merito al fenomeno della violenza di genere, ha affermato che "il 70% dei femminicidi è preceduto da reati sentinella, ovvero botte, violenze e aggressioni" e che in questi casi la prevenzione primaria è fondamentale: è necessario parlare con queste persone. "Chi picchia il partner a volte è come se non riuscisse a (...) vedere che c'è (...) un'altra persona che soffre. Sono persone "egoriferite", nella maggior parte dei casi non riescono neanche a rendersi conto delle proprie difficoltà. Passano subito all'atto e alla violenza, perchè questo dà loro sollievo, hanno l'illusione del controllo" ha spiegato la Dott.ssa Garbarino. In merito al lavoro trattamentale svolto presso il CIPM ha inoltre affermato: "Noi proviamo ad affrontare queste difficoltà trovando le parole più adatte ad accendere il pensiero, spesso abbiamo di fronte persone che a loro volta hanno subito violenza o vi hanno assistito quando erano piccoli".

 


Un momento di festa per l'èquipe UTI

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo…" (H. Ford)

Quasi al completo, l'èquipe dell'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali della II Casa di Reclusione di Milano-Bollate si è riunita lo scorso weekend in provincia di Pavia per una giornata all'insegna della convivialità! Un momento di festa e di riappropriazione delle relazioni, personali e professionali.


24.09.19 - Uomini che maltrattano le donne: punire basta?

"Uomini che maltrattano le donne: punire basta?"

24 settembre 2019 | Casa della memoria - Milano

Una giornata di confronto sul contrasto alla violenza contro le donne, con focus specifico sull'intervento trattamentale con gli uomini maltrattanti.
La violenza contro le donne si contrasta infatti non solo attraverso la prevenzione verso le giovani generazioni, la protezione verso le vittime e la punizione verso gli autori, ma anche occupandosi del trattamento di questi ultimi. Trattare l'autore significa infatti porre accanto alla punizione la possibilità di prevenire la recidiva e quindi di proteggere nuove potenziali vittime.
Durante il convegno, esperti del settore si confronteranno per mettere a tema con le Istituzioni strategie di intervento strutturate.
Il convegno è organizzato da Fondazione Somaschi Onlus e dal CIPM con la collaborazione di Dialogica e il patrocinio del Comune di Milano.
Ne hanno parlato:


Progetto europeo su discriminazione e violenza di genere: CIPM Emilia capofila

Il CIPM Emilia è coordinatore del progetto europeo “Draw The Lines Of Safety – Positive and safe sexuality, prevention of gender-based violence for youth through art”, nato per realizzare strumenti utili all’informazione e alla formazione sul tema della discriminazione e violenza di genere. Il progetto comprende altre 4 associazioni con sede a Parigi, Amsterdam, Budapest e Londra e prevede la realizzazione di strumenti utili all’informazione, alla sensibilizzazione e alla formazione relativa al tema della discriminazione e violenza di genere. Nello specifico, verranno realizzati due manuali teorici e costruite metodologie e strumenti, anche attraverso attività di tipo esperienziale, con una marcata declinazione sulle forme artistiche.

Il CIPM porta un punto di vista e una tipologia di intervento particolari in quanto lavora nell'ambito del trattamento degli autori di maltrattamenti e reati sessuali. Rispetto alla specificità del lavoro svolto dal CIPM anche all'interno del carcere, presso la Casa Circondariale Le Novate, la Dott.ssa Silvia Merli, Presidente CIPM Emilia, ha affermato:

"[il lavoro con gli autori di questi reati] è possibile e (...) necessario (...) è un lavoro che porta a una presa di consapevolezza rispetto a quanto è stato commesso e a quanto si siano vissute relazioni disfunzionali. La presa di consapevolezza dei fattori di rischio che portano alla commissione di questi reati permette a queste persone di fermarsi prima, quindi di percepire quali sono le proprie difficoltà e quindi agire in modo diverso. Il nostro obiettivo è sempre preventivo"

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=RP3bFwDuMyQ

Ne ha parlato Il Nuovo Giornale (clicca qui).


CIPM Emilia, coordinatore di un progetto europeo su discriminazione e violenza di genere

Il CIPM Emilia è coordinatore del progetto europeo "Draw The Lines Of Safety - Positive and safe sexuality, prevention of gender-based violence for youth through art”, progetto nato per realizzare strumenti utili all’informazione e alla formazione sul tema della discriminazione e violenza di genere.

Il progetto rientra nel programma Erasmus Plus, un partenariato strategico realizzato all’interno del settore della gioventù di cui il CIPM Emilia è coordinatore e che comprende altre 4 associazioni con sede a Parigi, Amsterdam, Budapest e Londra.

Il progetto, della durata di 29 mesi, si è classificato al primo posto di una graduatoria composta da 144 candidature. È rivolto a giovani e operatori del sociale che lavorano nel settore della gioventù (insegnanti, educatori, istruttori sportivi…) e prevede la realizzazione di strumenti utili all’informazione, alla sensibilizzazione e alla formazione relativa al tema della discriminazione e violenza di genere. Nello specifico, verranno realizzati due manuali teorici e costruite metodologie e strumenti, anche attraverso attività di tipo esperienziale, con una marcata declinazione sulle forme artistiche.

Il lavoro prevede un costante confronto tra i partner e incontri sui territori di ciascuna associazione che saranno rivolti a giovani e operatori, utili in una prima fase raccogliere i bisogni e le istanze del target di riferimento e, successivamente, a sperimentare e testare gli strumenti costruiti.

Sono previsti 5 incontri internazionali (uno presso la sede di ciascun partner), l’ultimo dei quali, in programma a Piacenza nella primavera del 2021, ospiterà un convegno internazionale di restituzione del progetto. A questi si aggiunge una settimana di formazione intensiva nella sede di Budapest rivolto ai professionisti delle associazioni coinvolte.

Lo staff del CIPM Emilia coinvolto nel progetto compone un’équipe multidisciplinare rappresentata dalla psicologa e mediatrice Silvia Merli (presidente dell’associazione), dagli psicoterapeuti Filippo Battini (che ha scritto il progetto e ne è coordinatore), Elena Di Blasio, Glenda Marafante e Luca Bollati, dalla criminologa e psicologa Serena Merli e dall’avvocato Alessandra Cecca.

Ne ha parlato anche Piacenza Sera (per leggere l'articolo clicca qui).

 


Corriere della Sera, un anno dopo

Esattamente un anno fa, l'inserto Corriere Buone Notizie del Corriere della Sera pubblicava un interessante articolo dedicato al lavoro trattamentale svolto dal CIPM, sia in carcere sia sul territorio, con gli autori di reati sessuali e maltrattamenti.

La giustizia riparativa è il fil rouge delle attività e dei servizi del CIPM, che lavora per prevenire la recidiva, garantire la sicurezza sociale, rendere efficace la pena e ricostruire nuovi uomini attraverso la presa in carico trattamentale.

«Ci si deve occupare di chi viene violato e c’è anche la necessità di comprendere e recuperare chi abusa, per riportare quegli individui nel campo degli uomini e per la sicurezza sociale. (…) Si tratta di metterli in condizione di ripensare a quanto hanno fatto. (…) Torneranno in società, se non avranno rielaborato il loro comportamento, c’è il rischio che lo ripetano» affermava il Dott. Paolo Giulini, Presidente del CIPM con cui collaborano professionisti di diversa formazione: criminologi, psicologi, maestri di arte terapia, yoga, mindfulness, educatori e allenatori sportivi.

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Uomini maltrattanti: il lavoro del CIPM citato da Telefono Rosa su famigliacristiana.it

Il CIPM lavora da decenni nell'ambito del trattamento dell'uomo maltrattante, sia in carcere sia sul territorio, in un'ottica di prevenzione della recidiva e di incremento della sicurezza sociale.

Famiglia Cristiana ha recentemente pubblicato la presa di posizione di Telefono Rosa in merito alla violenza sulle donne, al ddl Pillon e al trattamento dei maltrattanti, in merito al quale viene citato proprio il lavoro svolto dal CIPM:

“Appare ragionevole (…) che coloro che vengono condannati possano, durante l’esecuzione della pena, aderire a un programma di recupero intraprendendo così un percorso qualificato e individualizzante, che li aiuti a comprendere il disvalore delle proprie azioni e a evitare la recidiva. Già dal 1996 l’Associazione sostiene la rilevanza del recupero dell’uomo violento. Per questo negli anni ha sostenuto diversi progetti, collaborando con varie associazioni impegnate nel trattamento dell’uomo violento. Tra queste l’Associazione del Professor Giulini. Non solo, il Telefono Rosa è a favore dello stanziamento di fondi appositamente destinati a tale fine”

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Castrazione chimica: gli esperti

Il programma Mediaset Le Iene ha dedicato ampio spazio al tema della cosiddetta "castrazione chimica", intervistando in merito il Dott. Paolo Giulini, criminologo clinico, Presidente CIPM e responsabile dell’Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali del carcere di Bollate.

Il trattamento farmacologico non può essere considerato efficace di per sé e ugualmente applicabile in tutti i casi; è necessario, invece, fare chiarezza dal punto di vista scientifico. “La ricerca internazionale (…) non dice che il trattamento farmacologico sia il modo migliore per evitare la recidiva nei reati sessuali. È un problema così complesso che non nasce semplicemente da un aspetto ormonale” afferma Paolo Giulini, e prosegue: “La terapia farmacologica può avere una sua efficacia, sempre in combinazione con un approccio multidisciplinare integrato, solo quando l’autore del reato sessuale presenti anche aspetti compulsivo-ossessivi. Ma si tratta della minoranza dei casi. Nella stragrande maggioranza invece i reati sessuali derivano da problemi relazionali e personali di carattere patologico, per cui la terapia farmacologica non ha alcuna evidenza di contrastare efficacemente la recidiva. C’è solo un 10% di casi tra i 650 su cui stiamo lavorando negli ultimi 15 anni, tra carcere e territorio (con il presidio criminologico del comune di Milano), a cui proporrei anche un percorso farmacologico all’interno del programma trattamentale integrato. Sono persone che hanno aspetti sessuali compulsivi o che hanno gravi problemi di sadismo sessuale. Il lavoro integrato multidisciplinare cerca di aumentare la consapevolezza di queste persone, che non devono essere deresponsabilizzate dalla loro condotta sessuale deviante (…). Il 90% dei reati sessuali sono commessi in famiglia o all’interno di relazioni di prossimità. Lì non si tratta di un ormone che parte. E comunque anche in casi in cui c’è l’ormone che parte, bisogna capire quale sia realmente l’efficacia di questi trattamenti. (…) La violenza sessuale molti miei utenti l’hanno fatta non perché avessero un’erezione. Anzi molti di quelli che hanno condotte sessuali devianti hanno problemi di impotenza”.

Non avrei nessun problema a sperimentare la terapia farmacologica per le persone per cui potrebbe essere utile, che ripeto sono la minoranza, ma sempre all’interno di un trattamento integrato e queste persone devono essere motivate a intraprenderla e devono sentirsi inserite in un percorso (…)”, mentre l'impressione è che questi temi rientrino nelle agende politiche più con una funzione propagandistica che con l'intento di offrire risposte che vadano nella direzione dell'efficacia della pena e del trattamento.

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