CIFAS2019: Congresso Internazionale francofono sull'aggressione sessuale

11-14 giugno 2019 | Montpellier

Il CIPM, con il Dott. Paolo Giulini e la Dott.ssa Francesca Garbarino, ha partecipato al CIFAS 2019, 10imo Congresso Internazionale francofono sull'aggressione sessuale e sul trattamento dei rei sessuali. Il Dott. Paolo Giulini e la Dott.ssa Carla Xella (CIPM Roma) sono inoltre membri del comitato internazionale permanente del CIFAS.

Per maggiori info sul Congresso, visita il sito: www.cifas2019.com


COSA: Circoli di Sostegno e Responsabilità per sex offender

Il CIPM è lieto di condividere che, in quanto parte dell'organismo europeo dei Circoli di Sostegno e Responsabilità (Circles Of Support & Accountability, COSA), ha partecipato al primo incontro europeo tenutosi ad Amsterdam il 14 giugno 2019.

I Circoli si configurano come uno strumento di giustizia riparativa finalizzato alla presa in carico di soggetti a rischio alto di recidiva con bassa socializzazione. Nei Circoli, il sex offender (o membro principale) viene supportato da 3-6 volontari che lo aiutano nel reinserimento sociale, offrono supporto morale e sostegno pratico e incoraggiano comportamenti pro-sociali. I volontari sono formati per riconoscere comportamenti che possono destare preoccupazione e, quando necessario, allertano i professionisti affinché possano adottare le misure necessarie a prevenire un'eventuale recidiva.

La percentuale di recidiva di coloro che partecipano ai Circoli è considerevolmente inferiore rispetto a quella di coloro che non vi partecipano.

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Un debriefing eno-gastronomico

Sergio Martinelli, istruttore delle attività motorie presso l'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali del carcere di Bollate ha organizzato uno speciale debriefing eno-gastronomico nella sua piccola fattoria nei pressi di Milano. Anche questo modo di lavorare sostiene la qualità e originalità della nostra efficacia trattamentale!


Arteterapia all'UTI del carcere di Bollate

I detenuti dell'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali della II Casa di Reclusione di Milano-Bollate hanno realizzato un murales Fortunato Depero durante i lavori di gruppo di Arteterapia condotti da Donatella Zaccaria a giugno 2019.

L'arteterapia aiuta a scoprire la propria vena creativa sorprendente e gratificante, ad attivare la capacità di espressione e comunicazione, a mettersi in gioco in modo autentico, spontaneo e costruttivo, a creare uno stato di benessere, un processo di crescita, trasformazione e conoscenza di sé. "Ogni opera realizzata è lo specchio del mondo interiore e relazionale di chi l’ha prodotta. La creazione artistica permette di accedere alla propria intimità, ai desideri, ai ricordi" afferma Donatella Zaccaria.

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02 aprile 2019 | CEFPAS – Caltanissetta

02 aprile 2019 | CEFPAS – Caltanissetta

Il Dott. Paolo Giulini, criminologo clinico, Presidente CIPM e responsabile dell’“Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali” presso la Casa di Reclusione Milano-Bollate, ha partecipato al convegno “I maltrattanti e la violenza di genere. Strategia per la Prevenzione ed il Contrasto” per affrontare il tema del campo del trattamento per gli autori di violenza in ambito sessuale e relazionale.

In tale occasione ha ricordato che "c’è una maggiore consapevolezza dei servizi sociali, delle forze dell’ordine e anche del sistema giudiziario di quanto sia importante dare delle risposte che normativamente sono risposte punitive a queste condotte, ma che all’interno di questa pensa vi sia la caratterizzazione di un intervento qualitativo che si concentri sul trattamento di coloro che hanno agito delle violenze".

Guarda il video realizzato da FormezPA a conclusione del Convegno 

https://www.youtube.com/watch?v=n0NNLNY8oD0#action=share


"Il trauma e le sue implicazioni nell'impiego di polizia"

16 maggio 2019 | Bellinzona

Il Dott. Paolo Giulini interviene per affrontare il tema "Il trauma e le sue implicazioni nell'impiego di polizia" durante un interessante convegno tenutosi a Bellinzona con la polizia cantonale ticinese. In particolare, ha affrontato il tema del trattamento e della prevenzione della violenza sessuale e domestica.


LA CASTRAZIONE CHIMICA È UNA FAKE NEWS

“Una fake news, una risposta emotiva allo sdegno delle persone, e un imbroglio ideologico” afferma a EC Paolo Giulini, criminologo e presidente CIPM, a capo dell’Unità di trattamento intensificato per autori di reato sessuale nel carcere di Bollate, rispetto al disegno di legge sulla castrazione chimica attualmente in Senato presentato dalla Lega.

E prosegue: “Si tratta di un emendamento che non tiene conto di come stanno le cose davvero. Gran parte delle condotte devianti non sono frutto di parafilie. La maggior parte degli autori di reati sessuali, infatti, non ha un problema nel controllare gli impulsi e, sempre nella maggior parte dei casi, la dimensione della sessualità non è prevalente, è solo un mezzo per mettere in atto dinamiche di controllo, potere e prevaricazione. E infatti la maggior parte dei casi di stupro e abusi resta sommersa perché si consumano in famiglia o all’interno di relazioni prossimali. Io dico sempre che la violenza sessuale non è un modo aggressivo di esprimere la propria sessualità, ma è un modo sessuale di esprimere la propria aggressività”.

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UNIBG - "Il Trattamento del Maschio Maltrattante"

29 Maggio 2019 | UNIBG

Il Dott. Paolo Giulini interviene nell'ambito del Corso "Violenza di genere: profili giuridici e psico-sociali" dell'Università degli Studi di Bergamo per affrontare il tema "Il Trattamento del Maschio Maltrattante" a fianco della Dott.ssa Roberta Ribon, della Dott.ssa Barbara Carsana, del Dott. Roberto Moretti e della Dott.ssa Manuela Zaltieri.


Quale può essere la reale efficacia della proposta legislativa relativa alla "castrazione chimica"?

Il Dott. Paolo Giulini affronta il delicato tema della “castrazione chimica” in un approfondito confronto con l’Avv. Antonella Calcaterra, ricordando in prima battuta che la terapia farmacologica non è indicata in tutti i casi di reati sessuali, anzi; afferma, infatti che “la categoria di quei soggetti che possono eventualmente trarre beneficio da questo tipo di somministrazione farmacologica sono quei soggetti che sono affetti da importante parafilia, cioè da una patologia nella gestione dei propri impulsi sessuali devianti che è caratterizzata dai termini definiti dal DSMV. (…) In questi casi la letteratura internazionale suggerisce di integrare ai trattamenti criminologici e psicologici dei supporti farmacologici”.

E prosegue: “il reato sessuale ha una caratteristica pesantemente relazionale, non pulsionale. (..) Il reato sessuale nel nostro paese è un reato che si commette all’interno di relazioni fiduciarie dove la dinamica dell’intimazione, del controllo, dell’abuso di posizione dominante attira molto di più la persona che commette queste condotte che non l’impulso deviante di tipo violento o parafilico, allora che senso ha centrare tutto su una terapia farmacologica(…)? (...) Tutti quelli che abbiamo trattato in questi anni (…) sicuramente il 100% di costoro ha avuto un’infanzia non protetta. Ora, il testosterone o l’antagonista al testosterone ha a che fare con la possibilità di elaborare una sofferenza di un’infanzia non protetta, si o no? Io credo che non abbia molto a che fare con questo lavoro”.

L’Avv. Calcaterra riassume egregiamente l'intervento del Dott. Paolo Giulini e afferma: “sicuramente c’è una categoria di destinatari, molto ridotta rispetto alla più ampia categoria degli autori sessuali, sui quali potrebbe avere un senso sperimentare un trattamento farmacologico, naturalmente sempre accanto a un intervento (…) molto più ampio di trattamento della e sulla persona”. Il Dott. Giulini specifica poi che si tratta di un tipo di popolazione penale e che quindi il trattamento non è necessariamente di tipo psicoterapeutico, non è un trattamento legato solo alla salute della persona, ma alla gestione delle suo condotte. È un trattamento criminologico clinico perché parte dal fatto che queste condotte sono condotte devianti, che generano delle vittime, che la persona non ha consapevolezza e non ha sviluppato un livello adeguato di empatia rispetto alla sofferenza delle persone che subiscono questi atti distruttivi.

Il Dott. Paolo Giulini non esclude la possibilità di sperimentare una terapia farmacologica, ma sottolinea che “il giudice non può essere lui a indicare il tipo di intervento, (…) ma deve essere responsabilità del medico [nei casi di terapia farmacologica] (…) scegliere il trattamento migliore per l’intervento (...) Io non avrei nessun problema a sperimentare le terapie farmacologiche nell’ambito dei nostri programmi trattamentali sia in carcere sia sul territorio (…) per verificare questo tipo di interventi per ridurre la recidiva, sulla piccola parte di popolazione che ha queste problematiche”.

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"Un altro me" al cinema NUOVO EDEN di Brescia

15 maggio 2019 | Brescia
 
Il documentario "Un Altro Me" di Claudio Casazza entra nell'Unità di Trattamento Intensificato per autori di reati sessuali della II Casa di Reclusione di Milano Bollate per mostrare il lavoro svolto dagli operatori del CIPM in ottica di prevenzione della recidiva. Il documentario sarà proiettato al cinema NUOVO EDEN di Brescia il 15 maggio 2019 alle ore 21:00.

https://www.youtube.com/watch?v=Zgub6Xy-Cho