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Questo progetto nasce dall'esperienza maturata nel trattamento intramurario degli autori di reati sessuali
effettuata nella realtà del carcere di Bollate, e si delinea come un intervento trattamentale articolato che
prevede l'offerta di risorse terapeutiche specifiche ed efficaci, anche e soprattutto allo scopo di
ridurre i rischi di ripetizione dell'atto sessuale deviante (recidiva) e dei comportamenti antisociali,
oggi considerati tra le più gravi fonti di allarme ed insicurezza.
Il progetto si svolge principalmente in ambito extracarcerario, rivolgendosi ai condannati in esecuzione
penale esterna e, in un'ottica di integrazione e multidisciplinarietà, si affianca e si coordina con
il lavoro svolto dal UEPE e dalle altre agenzie presenti sul
territorio.
In seguito alla segnalazione e all'invio al progetto dei soggetti da parte degli Assistenti Sociali del UEPE,
l'equipe del CIPM effettua una valutazione del caso e una definizione individualizzata della presa in carico trattamentale,
che si compone generalmente di colloqui individuali di natura psicologica e criminologia, di incontri di gruppo,
di interventi sul territorio di tipo psicoeducativo e di interventi per la gestione delle relazioni familiari e ambientali.
Il fine del lavoro è quello di favorire una rielaborazione critica del reato commesso e della sottostante
problematica sessuale, nonché avviare un percorso di maturazione e reinserimento del soggetto nella società,
a seguito di un processo di riflessione sul Sé e sulle aree di problematicità personali, relazionali e comportamentali.
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